BOZZA CALENDARIO REGIONALE NUOTO – REV. X…
Inizia sempre così…
Per tutto questo disagio che stiamo vivendo dobbiamo ringraziare la FIN e coloro che la gestiscono e rappresentano.
Non conosco le altre realtà locali ma conosco abbastanza bene quella sarda.
I programmi cambiano di mese in mese senza che loro si preoccupino minimamente delle conseguenze negative che generano le loro discutibili decisioni.
Sono un genitore che, con passione, segue l’attività sportiva del proprio figlio e sono disgustato dalla totale mancanza di rispetto nei confronti di chi, come me, sta alla base di tutto il movimento agonistico.
E’ giusto ricordarvi che, siamo noi genitori quelli che, nei primi anni della loro vita decidono di farli avvicinare a questo meraviglioso sport che è il nuoto.
Siamo sempre noi genitori quelli che pagano la retta tutti i mesi permettendo alle società locali di portare avanti il settore agonistico.
Siamo noi quelli che portano i propri figli ad allenarsi tutti i giorni e sacrificano i fine settimana per permettere loro di fare le gare di interesse nazionale.
Siamo noi che programmiamo le nostre ferie in funzione degli allenamenti e in previsione delle loro gare e sempre noi, lavoriamo sulla loro testa e sul loro morale quando una gara non va come avrebbero voluto o quando, nella fase adolescenziale, iniziano a tentennare e perdono motivazione.
Vi piace esultare e mettere la faccia davanti alle telecamere quando la Pellegrini o il Paltrinieri di turno vincono la medaglia olimpica, ma stampatevi nella mente che senza il sacrificio fisico, mentale ed economico dei loro genitori, quegli atleti non sarebbero mai esistiti.
Lo stato è inesistente, dello sport, nelle scuole, oggi è rimasta praticamente solo la teoria e senza l’impegno delle famiglie, piscine e palestre sarebbero vuote.
Non scordatevi che il 95% degli atleti agonisti sono minori.
Ignari di tutto questo, all’improvviso, la FIN Sardegna, a pochi mesi dal campionato regionale estivo di categoria, pubblica una nuova revisione della bozza (la “bozza” è perenne, non ho mai visto il programma definitivo), la quinta, che ci informa che il campionato assoluto viene anticipato, che la categoria J/C/S verrà separata da quella dei RAGAZZI e che quest’ultima non gareggerà più ad inizio luglio come comunicato mesi prima, ma gareggerà nell’ultimo weekend di luglio.
Poco importa se qualcuno della categoria RAGAZZI realizza il tempo per Roma e, per andare a gareggiare qualche giorno dopo, dovrà spendere uno sproposito ad Agosto, sempre che si trovi un posto su un volo da e per la Sardegna, assurdo che una federazione Sarda non tenga conto degli oggettivi problemi derivanti dalla nostra posizione geografica.
Perché poi, mettersi il problema dei genitori che, su richiesta delle aziende per le quali lavorano, hanno già programmato e richiesto le ferie in funzione di quelle date comunicate in precedenza.
E poco importa se, dopo di anni di lontananza forzata a causa della pandemia, i genitori avessero piacere di vedere nuovamente gareggiare i propri figli e fare il tifo per loro e per le società che rappresentano.
E’ avvilente essere trattati come dei bancomat accompagnatori che appena mettono il naso in piscina vengono vissuti con fastidio.
Crediamo di meritare rispetto per il nostro contributo a tutto il movimento.
Lo stesso rispetto lo si deve avere anche nei confronti dei ragazzi e delle ragazze che ogni giorno entrano in vasca, perché lo scempio continua con la nuova revisione, la numero 6.
Comunicazione della sede del campionato assoluto 1 mese prima e sappiamo benissimo che per far risparmiare qualche soldo alle famiglie, giocare d’anticipo è fondamentale, con così poco preavviso si rischia di non trovare posto o di doverlo pagare il 40% in più, non scordiamoci che siamo in Sardegna…
Ma questo è un problema di poco conto paragonato al fatto che sono state cancellate le staffette e che, per stabilire i nominativi degli atleti qualificati, è stato deciso di creare una graduatoria unica con i tempi ottenuti nelle competizioni svolte da Ottobre 2021 a Maggio 2022 sia in vasca corta che in vasca lunga, vanificando di fatto, il lavoro fatto nelle 2 prove in vasca lunga.
Vorrei capire il senso, la ratio che ha portato i membri del comitato a prendere una tale decisione.
Vorrei che spiegassero a tutti quei ragazzi e a tutte quelle ragazze che, dopo aver fallito la qualificazione al campionato assoluto in vasca corta, si sono rimboccati le maniche, hanno lavorato sodo e si sono impegnati al massimo per entrare tra i migliori 16 in vasca lunga.
Avevano meritatamente guadagnato sul campo il diritto a disputare il campionato assoluto estivo in vasca lunga, invece, ora, si trovano all’improvviso con un pugno di mosche, mesi di lavoro, di entusiasmo e di fatica buttati al vento nel giro di pochi minuti.
Come si può anche solo anche pensare che sia una buona idea mischiare i risultati ottenuti su vasche di dimensioni differenti?
Ma se esiste un campionato mondiale in vasca corta e uno in vasca lunga ci sarà un perché?
O i signori della FINA sono impazziti e non sanno più fare il loro mestiere?
E’ palese che i maggiori beneficiari di questa decisione siano i migliori 16 che hanno fatto il campionato assoluto invernale su vasca corta, perché applicare un banale calcolo matematico per convertire i tempi, non rispecchia la realtà delle cose.
La tabella di conversione tempi non è affidabile a parer mio, è un freddo calcolo preimpostato che non tiene conto del momento della stagione, dei carichi di lavoro, del lavoro di programmazione specifico fatto per l’atleta.
La stessa tabella di conversione non può e non deve essere applicata in modo assoluto sia al campione olimpico che al RAGAZZO primo anno, non ha la stessa efficacia e valenza.
Un’altra cosa grave è l’aver messo tutti davanti al fatto compiuto, all’improvviso, a gare finite, senza dare la possibilità di valutare delle contromisure.
Qualcuno ci può spiegare i motivi che hanno portato alla decisione di far disputare il campionato assoluto su vasca lunga agli atleti e alle atlete che hanno fatto il tempo su vasca corta?
Possibile che nessuno del comitato abbia pensato che, dietro le 2 prove tempi disputate in vasca lunga, ci fosse una programmazione, una scelta ragionata delle gare da disputare, un minuzioso lavoro di preparazione per centrare l’obbiettivo qualificazione.
Avete stravolto le graduatorie buttando fuori chi, in quelle graduatorie era entrato con merito.
Senza una programmazione seria ad inizio stagione e senza rispetto per chi sta alla base di tutto il movimento, famiglie ed atleti, il giocattolo si rompe.
Con questo atteggiamento, le motivazioni di tutti crollano, passa la voglia a noi di portarli tutti i giorni in piscina e, cosa più grave, fate passare l’entusiasmo, la voglia di lavorare e di sacrificarsi a tutti gli agonisti che ogni giorno faticano per raggiungere i propri obbiettivi.
Un’ultima riflessione, ma le società che fornisco gli atleti, partecipano al processo decisionale?
O subiscono passivamente le decisioni del comitato?
Ci vuole rispetto per chi sta alla base di tutto il movimento, perché le piscine vuote non servono a nessuno.




















































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































































