Si riparte?

Sono i primissimi giorni di Marzo, la società decide di convocare i genitori di tutti gli agonisti del nuoto per delle riunioni, a rotazione esordienti B, esordienti A per chiudere il pomeriggio con gli Assoluti.

Sono i giorni in cui l’Epidemia sta per trasformarsi in Pandemia, l’Italia e il Mondo intero stanno combattendo contro un nemico invisible ad occhio nudo, un maledetto virus che ha creato un black out nelle nostre vite, nelle nostre abitudini quotidiane, che si è insinuato nelle nostre case, nei nostri luoghi di lavoro e di svago privandoci anche dei più piccoli gesti di affetto, annullando di fatto, ogni tipo di rapporto sociale, persino all’interno dello stesso nucleo familiare nella malaugurata ipotesi che uno dei membri si rivelasse positivo al contagio.

All’improvviso il mondo deve fermarsi per provare a limitare i danni, troppe persone stanno morendo e, al momento, senza un vaccino o una cura efficace siamo disarmati, in balia di un virus dilagante che sta portando caos e sofferenza ovunque, l’unica soluzione proposta da chi ci governa è il “Lockdown” ovvero il confinamento, distanziamento sociale e tutti blindati nelle proprie case in attesa che il peggio passi e che la medicina trovi una soluzione ai nostri problemi

Ricordo le facce di tutti quel pomeriggio, nell’aria c’era molta tensione, molta incertezza e disagio, alcuni erano estremamente preoccupati e, col senno di poi, lo erano a ragione, altri invece, incluso me lo ammetto, vivevano quella situazione quasi surreale con leggerezza non dando la giusta importanza alle notizie catastrofiche che provenivano dal nord Italia.

Le società erano chiamate a decidere in autonomia, il primo decreto era vago e confusionario, delegava ogni decisione al singolo gestore.

Ricordo che nel frattempo gli esordienti A, erano in vasca a completare quello che sarebbe stato il loro ultimo allenamento, inconsapevoli del fatto che, tutto il lavoro fatto fino a quel momento, all’improvviso sarebbe stato buttato via come un paio di scarpe vecchie.
Proprio quando la stagione entrava nel vivo, a pochi giorni dalle gare di qualificazione per le finali del campionato regionale, tutto si sarebbe fermato fino a data destinarsi demolendo ogni ambizione, vaporizzando ogni obbiettivo.

Coraggiosamente però, la decisione era stata presa, contro i loro stessi interessi economici, ci avevano comunicato che avrebbero chiuso preventivamente la struttura interrompendo ogni attività, anticipando di fatto quello che il governo avrebbe fatto tramite decreto una settimana dopo.

Avevano dato la precedenza alla salute dei ragazzi e dei collaboratori, dimostrando, per l’ennesima volta, che questo è un lavoro che viene fatto con il cuore, più per passione che per denaro.

Oggi, 18 maggio 2020 l’emergenza sanitaria è meno preoccupante rispetto a due mesi fa, il picco fortunatamente è passato lasciando dietro di se oltre 32000 morti.
Sinceramente non so se e quando le società potranno riprendere le attività, le indicazioni delle istituzioni parlano del 25 maggio ma non ci sono ancora linee guida precise da seguire, in ogni caso bisognerà adeguarsi rapidamente ai protocolli di sicurezza e prevenzione, alle nuove normative da rispettare, ma soprattutto sarà necessario pensare a come far quadrare il conto economico.

Questo stop improvviso è stata una mazzata per quasi tutte le attività produttive, piscine incluse che, essendo per natura delle organizzazioni senza scopo di lucro, lavorano con una marginalità ridotta e vivono prevalentemente delle quote dei loro associati.
Nel momento della ripresa sarà importantissimo il supporto economico che riceveranno da istituzioni e federazioni varie.

Ancora più fondamentale secondo me, sarà il supporto che riceveranno dai loro associati, e non parlo solo dei colori che difende mio figlio, quelli della Società Atlantide, penso anche a tutte le altre società che, come Atlantide, quotidianamente, lavorano con i nostri ragazzi aiutandoli a crescere rivelandosi un importantissimo supporto alle famiglie.

Sono convinto che quello che è mancato di più in questi mesi di inattività sia proprio il rapporto quotidiano con gli atleti che, alcune volte ti fanno arrabbiare ma il più delle volte ti strappano un sorriso migliorandoti la giornata.

Tutti quelli, che in questo disgraziato periodo hanno avuto la fortuna di conservare il proprio posto di lavoro, si tengano pronti a rinnovare le quote associative, ad aggiornare il guardaroba degli agonisti, a sostenere e promuovere qualsiasi iniziativa proposta dalle società necessaria a far ripartire il movimento perchè il lavoro che fanno è troppo importante per i nostri ragazzi.

E’ vero, dopo anni di impegno e di sacrifici saranno pochissimi quelli che diventeranno campioni, ma sono sicuro che quasi tutti crescendo in questo ambiente, diventeranno delle persone migliori.

Facciamo in modo che la storia continui…

Anche in questa occasione, vi suggerisco come sempre, alcune pagine da visitare, sono di una Associazione che mi sta molto a Cuore:

www.ameliasorrentino.com

Amelia Sorrentino APS

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